Questo giorno è arrivato. È
mattina ed Alice e Rosalie sono qui a casa mia che mi vestono, mi truccano, mi
pettinano. Hanno dormito qui, anche per potersi occupare del piccolo Alex, che
in questo momento dev’essere con gli zii. Non mi hanno permesso di fare niente;
tutto è pronto.
I ricordi emergono sia dalla
mente che dal cuore e ripenso a come tutto questo è cominciato.
Tre anni prima
Non ho mai creduto nel colpo di
fulmine, nell’amore a prima vista o in qualsiasi cosa simile, ma non appena i
miei occhi si sono posati su di lui il mio cuore ha smesso di battere. È il
ragazzo più bello che io abbia mai visto: capelli corti color rame, un corpo da
favola, muscoloso al punto giusto, ed un sorriso da far tremare le gambe, penso
che potrei addirittura svenire.
Io e la mia migliore amica Alice
stavamo facendo shopping quando il suo fratellastro, il figlio del nuovo marito
di sua madre, le ha telefonato perché lo raggiungesse da Starbucks. A quanto
pare voleva farle conoscere un suo amico.
Nel momento in cui ho varcato la
soglia del bar i miei occhi l’hanno incontrato, bello da mozzare il fiato.
-Bella questo è Edward, il figlio
di Carlisle… il nuovo marito di mamma. Bella? Bella, ci sei?
Mi riprendo di colpo sentendo le
parole di Alice, ma invece di fare una frase di senso compiuto, dalla mia bocca
esce un fievole borbottio. Che figuraccia, di scuro devo essergli sembrata
un’idiota. È solo che quegli occhi verde smeraldo mi fanno perdere
completamente le mie capacità intellettive.
-È un piacere conoscerti Bella,
io sono Edward.
-P-p-piacere mio- Che stupida,
dovevo anche iniziare a balbettare adesso. Per fortuna non fanno molto caso a
me, perché Alice e Edward sono troppo impegnati a parlare con Jasper, l’amico
del dio greco che ho appena conosciuto. Io, invece, passo tutto il mio tempo a
guardare Edward, che sicuramente se ne sarà accorto. Ci sediamo al tavolo e
ordiniamo da bere. Io non parlo molto, anche perché non ce la farei, rispondo
solo in modo sconnesso alle domande che mi rivolgono, la maggior parte
provengono dal fratello di Ali.
Dopo un’ora passata a chiacchierare
i due ragazzi ci salutano per andare via.
-È stato un piacere conoscerti
Bella
-Grazie Jasper, anche per me.
-Ehi- dice Edward –mi raccomando,
ricordati di me- E se ne va. Io sono spiazzata, che cosa significa?
Sono passati giorni ormai dalla
prima e unica volta che ho visto Edward, Alice è rimasta colpita dal suo amico,
e ovviamente lui da lei. Ieri sera sono usciti e ora mi sta raccontando nei
dettagli tutta la serata.
-Un ragazzo così dolce,
sensibile, generoso, bello e intelligente penso di non averlo mai incontrato.
Non pensavo nemmeno esistesse prima di trovare Jasper. Ah, a proposito, Edward
mi ha chiesto di te.
-Cosa? Perché? Cosa ti ha
chiesto? E tu cosa gli hai detto?
-Calmati Bella, che ti succede?
Non sarà che ti piace mio fratello?- Alice si mette a saltare per tutta la
camera come una pazza, battendo le mani.
-No, aspetta Ali, non è vero.
-Oh ma dai, si vede lontano un
miglio, sei scattata subito appena l’ho nominato.- Mi prende in giro un po’ e
poi continua –Comunque tranquilla, credo che tu abbia fatto colpo.
-Perché dici così? Da cosa l’hai
dedotto?
-Dal fatto che mi abbia chiesto
se hai un ragazzo e, quando gli detto di no, mi ha chiesto il tuo numero di
telefono.
-E tu che cosa hai fatto?
-Ovviamente gliel’ho dato.
Oh mio Dio, non ci posso credere.
Quel figo ha chiesto di me, ha voluto il mio numero, mi ha notata. Non posso
crederci.
-Non posso crederci, Al. L’unica
volta che ci siamo incontrati devo essergli sembrata un’idiota.
-Evidentemente non è stato così,
cosa vuoi che ti dica. L’Amore fa’ miracoli.
Quella stessa sera Edward mi ha
scritto invitandomi ad uscire con lui la settimana seguente. Ed eccomi qui, in
un ristorante stupendo a parlare con lui di quanto sia orribile aver gli esami
finali prima del diploma tra un mese.
-Io ti giuro che non so se ce la
farò a passarli. Tu non sei preoccupato?
-No Bella, io per fortuna ho già
dato.
-Perché scusa, quanti anni hai?
-Ventitré.
-Ah, sembravi più giovane.
Frequenti l’università?
-Dovrei sentirmi offeso da
questo?- Mi guarda e io vorrei solo sotterrarmi, per fortuna, però, poi inizia a ridere –Scherzavo dai. Dovevi vedere
la tua faccia.- Dice ridendo. –Comunque non vado all’università, lavoro.
-Wow, che lavoro fai?
-Beh, diciamo che sono una specie
di pilota.
-Dev’essere bello. Vedrai un
sacco di posti. Anche io avrei voluto iniziare a lavorare subito dopo il liceo,
ma i miei genitori vogliono che io vada al college.
-Fai bene a continuare gli studi,
è importante per il proprio futuro Bella.
La serata continua bene. Iniziamo
a conoscerci molto meglio e inizio a pensare che sia il ragazzo più perfetto
che esista. E questo potrebbe essere un male, perché ho perso la testa per lui,
se mi dovesse rifiutare ne uscirei distrutta.
Finita la cena mi riaccompagna a
casa, a pochi minuti dall’ora X, quando scatta il coprifuoco. Siamo ancora
seduti in macchina quando si avvicina lentamente –È troppo presto baciarsi al
primo appuntamento?.
-N-no, non lo è- Dico. Sto
tremando. Lui percorre la poca distanza che ci separa e appoggia le labbra
sulle mie. È il bacio più meraviglioso che io abbia mai ricevuto. Lui è
perfetto.
-Ci vediamo domani Bella. Mi
raccomando, ricordati di me.
-Buonanotte.- Rispondo
flebilmente.
Dopo quella sera abbiamo iniziato
ad uscire seriamente, come una coppia. Ha iniziato a venire a prendermi a
scuola e a studiare con me il pomeriggio. Spesso organizzavamo delle uscite a
quattro, o a sei, con Alice, Jasper, Emmett e Rosalie, cioè il fratello
maggiore e la cognata di Edward. Sono state delle settimane perfette, ho
passato persino gli esami e con Ali abbiamo deciso di organizzare una festa a
casa di Jasper. Sono venuti tutti i nostri amici e compagni di scuola. Io mi
sto divertendo un sacco, ma sono anche preoccupata, perché ho deciso di fare il
grande passo con Edward.
-Ehi, vuoi andare via?
-Sì grazie.
-Andiamo a casa mia, ti va? Alice
rimane qua e i nostri genitori non ci sono.
-Perfetto.
In macchina l’aria si fa
elettrica. Quando arriviamo a casa Cullen sono agitatissima.
-Bella, tranquilla. Non dobbiamo fare
niente che tu non voglia. Questa è la tua serata, non sentirti obbligata o in
dovere di farlo.
-Amore, io voglio che tu sia il
primo perché ti amo, perché sei dolce, gentile, premuroso e mille altre
qualità. Non c’è nessun’altro al mondo con cui vorrei fare questo passo. La mia
agitazione deriva dal fatto che non so cosa fare. Non voglio deluderti.
Edward mi bacia. Inizia a
spogliarmi lentamente e mi sussurra parole dolci all’orecchio. Ogni minuto
prendo confidenza con lui e con il suo corpo. Inizio a sentirmi più sicura di
me stessa, più audace, e così inizio a svestirlo. Lui non perde mai la calma,
mentre mi bacia, mentre mi fa sua. Pensa sempre a me, mi ripete mille volte che
mi ama ed io mi sento la donna più bella e fortunata a questo mondo. Riesco
finalmente a capire perché Alice mi raccontava che si tocca il cielo con un
dito, che sembra di volare in aria. È stata la sensazione più bella di tutta la
mia vita.
-Stai bene?- Mi chiede Edward.
Sono stesa su di lui, ma non sembra lamentarsene.
-Sì. È stato magico. Grazie.
-Ti amo. Ora dormi.
-Ti amo anche io. Buonanotte.
-‘Notte. Mi raccomando, mia
Bella, ricordati di me.
Finalmente mi posso godere
l’estate californiana. Stiamo quasi sempre al mare noi quattro: io, Alice,
Edward e Jasper. In questo momento ci siamo divisi perché Edward vuole a tutti
i costi fare delle foto. Ne facciamo un sacco nella cabina per le fototessere.
Mille facce buffe.
-Ecco, tienile tu. Così ti
ricorderai di me.- Mi dice consegnandomi alcune foto.
-Ancora queste parole. Come se
potessi mai dimenticarmi di te. Semmai è il contrario, sei tu che devi
ricordarti di me.
-Io mi ricorderò sempre di te,
perché mi hai rubato il cuore, mia Bella.- Mi dice, ma sembra preoccupato.
-Che cosa succede?- Gli domando.
Sto iniziando a preoccuparmi anche io.
-Devo partire. Mi hanno chiamato
per lavoro.- Dice serio. Io mi sento svenire. Non può essere. Non è giusto.
-Non voglio che tu parta. Non
partire, ti prego.- L’ansia inizia a farsi sentire.
-Devo Bella. Devo.
-Quand’è la partenza?
-Tra due settimane.
-Ma è prestissimo, non è giusto.
-Lo so piccola, lo so. Ma vivremo
queste due settimane intensamente. Tornerò a casa, tranquilla. Tu, però,
ricordati di me.
Oggi
Il sole brucia, scalda tutto
quanto. Ma non me. Sento freddo, molto freddo. Vedo la gente che mi parla, vedo
il pastore che mi parla, ma io non sento niente. Tutto si è fermato. Il mondo
ha smesso di girare. Le mie orecchie hanno smesso di sentire. Il mio cervello
ha smesso di pensare. Il mio cuore ha smesso di battere. Tutto si è fermato cinque
giorni fa.
Cinque giorni prima
Alice è stesa sul divano a
guardare Titanic, io, invece, sto
guardando Jasper che gioca con il piccolo Alex. Non posso crederci che sia
diventato così grande. Mi ricordo ancora la felicità di Edward quanto gli ho
detto di essere incinta. La sua dolcezza quando parlava alla mia pancia, che
cresceva con il passare delle settimane. La paura di entrambi nel momento del
parto. E l’immensa gioia quando abbiamo visto il nostro piccolino. Sono ancora
immersa nei ricordi, quando vengo riportata alla realtà dal suono del
campanello. Mi alzo dalla poltrona e vado ad aprire.
Mi trovo davanti due ufficiali
dell’esercito americano. Si presentano, sono il Tenente Bolton ed il Capitano
Montgomery. Io non riesco a capire che cosa stia succedendo, sono confusa. Il
Capitano, con serietà, inizia a parlare. –Signora Cullen. C’è stato un
incidente. L’aereo del capitano Cullen è stato abbattuto. Non ci sono
superstiti. Mi dispiace. Era un ottimo pilota e uno dei migliori soldati,
signora. È morto con onore. Condoglianze a nome degli Stati Uniti D’America.- Da
quel momento non sento più niente. È come se stessi affogando, sott’acqua,
fuori dalla realtà. Mi manca l’aria. Non vedo le lacrime di Alice e di Jasper.
Non sento il pianto di mio figlio, di nostro figlio. Non sento il calore del
loro abbraccio. Non sento più. Non ascolto più. Non vivo più.
Oggi
Ora sono qui a fissare una bara,
la bara di mio marito, coperta dalla bandiera americana. Stringo le foto che
avevamo fatto tre anni fa, prima che partisse per una missione. “Ricordati di
me”, mi aveva detto. Ricordati di me.
Queste parole continuano a ripetersi nella mia mente all’infinito. Un soldato
mi consegna la bandiera e gli effetti personali di Edward, li prendo e me li
porto al petto. La targhetta di metallo su cui è inciso il suo nome. La foto di
Alex. Le nostre lettere. Le nostre foto di tre anni fa. Ricordati di me. Sento un vuoto lì, dove prima c’era il mio cuore.
Sta per essere sepolto con lui. Gli amici e i parenti si stringono intorno a me
e al piccolo, ma è come se fossi sola. Non c’è nessuno di cui mi importa, in
questo momento. L’unica persona mi ha lasciato per sempre. Sono sola a guardare
mio marito che viene seppellito con onore.
Sono sola mentre mi abbandona per sempre. Mi avvicino a lui. –Sei tornato a
casa.- gli dico in modo apatico. –Per favore, ricordati di me. Ti amo.
Capitano Edward Anthony Masen
Cullen
Ricordati di me, mi ricorderò sempre di te

Ma perchè me lo fate morire?
RispondiEliminaHo cominciato a sospettare la cosa al secondo "Ricordati di me", ho pensato "questo muore" e così è stato.
Che dire? Mi spiazza sempre la sua morte e rimango senza parole ma la storia è bella.
Grazie
JB
Ma che succede alle storie ultimamente lo fate morire sempre, e io sempre con il magone in gola , la storia pur così triste è bella ma sinceramente preferisco il finale meno drammatico. .. ciao cm brava
RispondiEliminaPenso di sapere chi tu sia, perché ho riconosciuto il tuo stile. Non sono diventata una strega, no, ma ci sono alcune cose di questa storia e alcuni punti che mi hanno ricondotto a te. Inevitabilmente. Ahahhahahaha Spero di non sbagliarmi.
RispondiEliminaDetto ciò, ci sono alcune cosucce da sistemare, ma non farò la guastafeste anche a questa storia, non perché ti preferisco ad altre… ma perché c’è altro su cui concentrarsi invece degli errorini (che devo dire sono di preferenza, stile e robe varie. Non ho trovato erroracci, ma non sono una professoressa, quindi può essere che non ne capisca un accidenti).
La storia è molto bella e delicata. Questa frase che ritorna “Ricordati di me” per tutto il racconto e che poi lo conclude è qualcosa di delicato, ma allo stesso tempo forte e distruttivo che, al termine della storia, quasi ti annienta lasciando un alone di tristezza pazzesco.
E’ un po’ corticella, devo dire la verità, forse su alcuni passaggi mi sarei soffermata un pochino di più, ma appena appena. Ma io non sono famosa per la mia sintesi! Ahahaahah
Non so se l’ho già detto (e se l’ho fatto lo ribadisco)… che tristezza infinita. Mi ha commosso, sei stata brava, ma devo dirlo… la fine mi ha angosciata parecchio. Porca miseria. Mannaggia a te.
Brava e complimenti per aver partecipato ed esserti messa in gioco.
Aly
Perchè nonostante sia infinitamente triste e ci sia qualcosa da sistemare... non me la levo dalla mente.
EliminaL'ultimo pounto rimasto.
Il mio voto è 1
Ho capito come sarebbe finita già dal titolo, questo però non mi ha impedito di rimanerci comunque di m…a.
RispondiEliminaChe posso dire? Vi siete coalizzate per farmi stare male? Ci siete riuscite.
La storia è molto bella, mi è piaciuto il ripresentarsi della frase nel corso della storia.
All’inizio sembrava parecchio infantile, ma poi mi sono resa conto che era giusto così, all’inizio lei è una ragazzina che parla e ragiona come tale. Andando avanti c’è un netto cambiamento nel racconto. La fine è devastante. Quando pensa che il marito sta per essere con “onore” mi ha steso, e qui: “Sento un vuoto lì, dove prima c’era il mio cuore. Sta per essere sepolto con lui” mi hai bruciato l’anima. Immagino che Cristina sia al settimo cielo con queste storie, io sto morendo lentamente.
Non so che altro scrivere, forse potrei aggiungere che sei stata molto brava. Scusa se il mio commento appare giù di tono, ma sto commentando a caldo e ho un gran magone.
Complimenti e grazie per la tua storia.
Patrizia
forse ho capito chi sei (non lo dico) e devo farti i miei complimenti perché è una storia molto, molto commovente e da brividi. bravissima :)
RispondiEliminaMa brava!!! Cioè, aspè, brava un corno che m'hai ammazzato Edward, ma mi sei piaciuta! E' una storia delicata, raccontata con passo delicato e dolce, hai detto tutto quello che c'era da dire e lo hai fatto in maniera costante e gentile. Mi sei piaciuta!
RispondiElimina-Sparv-
Caspita che padronanza dello stile in questa storia!!! Molto lentamente sei passata da un registro adolescenziale "sognante" ad uno più maturo e serio, facendo crescere le parole insieme a Bella nella storia e per fare questo ci vuole stoffa!!! Brava, nonostante la storia triste (non mi piace quando Edward muore) è finora una delle mie preferite.
RispondiEliminaAleuname.
Ma sei perfidaaa!!! Ho iniziato la storia pensando a un matrimonio, voglio dire, è un classico: le amiche che mi truccano, mi vestono, mi pettinano... e invece era per il funerale! Mannaggia!!! Comunque brava, mi è piaciuto come hai cambiato registro tra la prima parte e la seconda e questo "tormentone" tra loro due che lascia intuire il loro legame.
RispondiEliminaTriste e un po'ripetitiva però sei stata brava.
RispondiEliminaAmmazza che botta.
RispondiEliminaAnch'io all'inizio ho subito pensato al matrimonio, poi quando ho intuito che stavi raccontando un funerale ho dovuto cambiare completamente atteggiamento nella lettura....è stato un trauma!
Brava per come hai gestito la trama, non era facile portare avanti un argomento del genere.
Grazie mille
E' una storia ricca di sentimento, scritta discretamente e che si lascia leggere senza grandi difficoltà. Già dal titolo ero certa che ci sarebbe stato il morto perché mi tornava sempre alla mente il titolo del film in cui il mio ammmmore fa una brutta fine.
RispondiEliminaBrava e grazie.
il mio voto è 1
RispondiEliminamammamia che tristezza! Il sentore della tragedia si è sentito quasi da subito! molto delicata ma morti e funerali non fanno per me!
RispondiEliminaComunque brava!
Georgia
Bella storia, commovente. Brava
RispondiEliminaBello tutto il racconto e devo dire che pure io dal titolo ho immaginato che non ci fosse il vissero per sempre felici e contenti e non mi sono sbagliata. Molto tenera e commovente si legge benissimo e scorre fluida, qualche errorino è presente ma non intacca la bellezza della storia, complimenti.
RispondiEliminaBellissima!!!!!
RispondiEliminaAngosciante come piace a me!!! Il fatto che muore e' un valore aggiunto! Vabbè che io so' strana ma davvero. Se non soffro un po' non mi diverto!! E poi me lo rappresento meglio un Edward che muore...visto che lo stronzo muore sempre!!! Ahhahahhah!!
Non farci caso, complimenti per testa storia tormentata!!
Mi sa che ci rivediamo per il voto!
"Testa" sarebbe dovuto essere "questa"....
EliminaVoto 4
EliminaNo vabbè!!! Ma che è? Una più tragica dell'altra! Purtroppo ho capito subito che si trattava di un funerale. D'altronde la vita è fatta anche di questo, ciò non toglie che durante la lettura mi chiedessi... Perché???? Comunque la storia è delicata e romantica. È una tragica storia d'amore, anche se in narrazioni di questo tipo mi viene più facile sentirmi coinvolta in una long in cui non si capisce il finale da subito, con cambi di direzione e approfondimenti. Però è una one shot e riconosco che sei stata coraggiosa perchè non è facile. Brava, Cristina
RispondiEliminaUomini che fanno quel mestiere non dovrebbero sposarsi e neanche fare figli. trovo egoistico da parte loro lasciarsi dietro vedove e orfani. Altro che eroi!
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